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Anche Anci Toscana e Cna Balneatori si dissociano da Gnassi

Due ulteriori commenti alla posizione del sindaco di Rimini, dopo l’audizione di giovedì mattina alla Camera. 

La polemica contro il sindaco di Rimini Andrea Gnassi sulla questione delle concessioni balneari non accenna a fermarsi. Nei panni di delegato nazionale Anci al demanio marittimo, Gnassi è stato ricevuto giovedì mattina in audizione dalle commissioni VI e X della Camera dei deputati, esprimendo la sua posizione sul disegno di legge del governo (vedi notizia), ma senza che tutti i sindaci delle città costiere si riconoscessero nel documento elaborato dal sindaco riminese.

E così, dopo che Anci Liguria ha già espresso il suo commento negativo, oggi anche Anci Toscana torna sul fatto; mentre tra i sindacati di categoria, alle voci di Assobalneari-Confindustria, Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti che hanno già preso le distanze dalle parole di Gnassi (vedi notizia), oggi si aggiunge la voce di Cna Balneatori. Due le accuse principali mosse contro il sindaco di Rimini: da una parte i suoi colleghi che rivendicano di non essere stati interpellati per l’elaborazione di una posizione comune (come invece fatto dalle Regioni), dall’altra parte i balneari che non hanno gradito la richiesta di Gnassi di dare facoltà ai Comuni di anticipare le procedure di evidenza pubblica.

Per quanto riguarda Anci Toscana, così recita la nota diramata ieri: «In merito all’audizione presso le commissioni sesta e decima della Camera dei Deputati del collega sindaco di Rimini Andrea Gnassi, riguardo al disegno di legge in materia di demanio marittimo, i sindaci toscani fanno presente all’Anci che anche di fronte alla Toscana c’è il mare e di conseguenza le spiagge e gli stabilimenti balneari. Pertanto, rappresentare al parlamento una visione parziale di una sola parte dei comuni turistici balneari è insufficiente. Ci rivogliamo ad Anci, ritenendo opportuno che ascolti anche la nostra voce, e al parlamento affinché, prima di assumere decisioni in materia di concessioni demaniali marittime, promuova un confronto con i Comuni della Toscana». Questo, invece, il commento di Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori: «In questo momento l’attività sindacale, amministrativa e istituzionale dovrebbe concentrarsi per mantenere unito tutto il comparto del demanio marittimo italiano, evitando di creare situazioni di diversità.

In tanti decenni, abbiamo lavorato per creare un’omogeneità del settore balneare in tutta Italia che deve continuare a essere riconosciuta, soprattutto nei confronti di quegli imprenditori che hanno confidato nello Stato per avviare le loro attività mettendo in campo ingenti investimenti – in un concetto, il legittimo affidamento. Chiediamo perciò alle Regioni e all’Anci che si resti compatti su questa posizione, garantendo la tutela di questo fondamentale principio per tutte le attività che hanno realizzato in modo legittimo quello che oggi ci viene riconosciuto in tutto il mondo come il sistema balneare italiano».

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