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Balneari, Sib e Fiba prendono le distanze da Gnassi

Le due associazioni di categoria commentano negativamente le parole del sindaco di Rimini sulla riforma delle concessioni demaniali pronunciate ieri alla Camera. 

Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti si dichiarano «sconcertati» e «sbigottiti» per la posizione espressa ieri dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi, in qualità di delegato Anci al demanio marittimo, che è stato ricevuto in audizione alla Camera dei deputati per esprimere la posizione dei Comuni italiani in merito alla riforma delle concessioni balneari (vedi notizia). Gnassi, nel suo discorso, ha chiesto tra le altre cose di dare facoltà ai Comuni di anticipare le evidenze pubbliche, scatenando le polemiche di numerosi sindaci che non si riconoscono nel documento consegnato a nome dell’Anci (vedi notizia). In due diversi comunicati che abbiamo appena ricevuto, Antonio Capacchione (vicepresidente nazionale vicario Sib-Confcommercio) e congiuntamente Maurizio Rustignoli e Simone Battistoni (presidenti di Fiba-Confesercenti e Sib-Confcommercio Emilia-Romagna), esprimono una dura opposizione contro le parole di Gnassi, chiedendo l’intervento dell’Anci ed evidenziando la criticità di alcune proposte. Pubblichiamo le due note qui di seguito. Dichiarazione di Antonio Capacchione (vicepresidente nazionale vicario Sib-Confcommercio) «Il documento presentato dal sindaco Gnassi a nome dell’Anci nell’audizione di ieri alle commissioni riunite VI e X della Camera dei deputati presenta aspetti confusi, ingannevoli e francamente sconcertanti. Come è noto, cruciale per noi è la richiesta di un ulteriore periodo di esistenza delle aziende esistenti quantificato in almeno trent’anni. Ed è altresì noto che riteniamo questa nostra richiesta non in contrasto con la pronuncia della CGUE C-458/14 “Promoimpresa” del 14 luglio 2016. È infatti vero che questa sentenza ha dichiarato illegittima la proroga ex art. 1 comma 18 della legge 26 del 25 aprile 2010 così come modificata con l’art. 34 duodecies della legge 221 del 17 dicembre 2012. Ma è altrettanto vero, così come evidenziato da subito in dottrina e anche, da ultimo, in giurisprudenza (v. sentenza Tar Napoli n. 911 del 14 febbraio 2017), che questa dichiarazione di illegittimità non attiene alla “proroga in sé” e neppure alla sua dimensione quantitativa (di 5, 10 e 30 anni), ma esclusivamente alla sua modalità di assegnazione. La sentenza della CGUE del 14 di luglio 2016 “Promoimpresa”, in definitiva, “bocciando” quella proroga del 2012, non ha negato la compatibilità con il diritto europeo di una norma nazionale istitutiva di una proroga di durata variabile che tenga conto del legittimo affidamento ingenerato dalla normativa previdente oggi abrogata (v. punto 56 che ha richiamato il punto 92 delle Conclusioni dell’Avvocato Generale)». «Orbene, nel documento presentato ieri dal sindaco Gnassi si confonde il tempo strettamente necessario per la indizione delle gare (il che è ovvio) con il periodo di tempo ulteriore in favore degli attuali concessionari quale doverosa misura compensativa di tipo normativo a tutela del legittimo affidamento leso con la nuova emananda disciplina. Infatti il sindaco Gnassi, a nome dell’Anci, ha proposto che il ““congruo tempo” per avviare le evidenze pubbliche potrebbe trovare una sintesi nella seguente formulazione: “entro 3-5-7-15…x anni, gli enti gestori individuati per legge (le Regioni di concerto con i Comuni) sono tenuti a procedere all’applicazione della disciplina di riordino e quindi ad avviare le procedure di evidenza pubblica”, per cui quel Comune che “avrà bisogno di più tempo avrà a disposizione x anni, mentre chi è nelle condizioni di procedere prima lo potrà fare da subito”..! È evidente che in tal modo si svuota del tutto il riferimento alla previsione di “un termine adeguato a tutela del legittimo affidamento degli operatori”, che diventa così una clausola di stile inutile e ingannevole». «Tralasciamo poi gli altri aspetti critici, come l’esclusione della possibilità della sdemanializzazione delle aree di sedime che hanno perso le caratteristiche della “destinazione ai pubblici usi del mare” (e questo proprio da parte del sindaco di un Comune che l’ha rivendicata per ottenere il proprio lungomare!) o la richiesta di una estesa discrezionalità comunale nella individuazione dei criteri di selezione (con il rischio di disparità di trattamento fra imprese che operano in comuni diversi), per non parlare della invocazione di premialità collegate all’esecuzione di opere pubbliche da parte dei concorrenti che, di fatto, con la previsione di ulteriori costi, determina una “gara al rialzo” e vanifica la richiesta di esclusione del canone quale elemento di comparazione. E tralasciamo anche l’assenza incomprensibile di alcun riferimento alle nuove modalità di pagamento del canone tramite il modello F24 Elide che stanno creando grossi problemi di esecuzione in centinaia di comuni. Quello che si intende invece sottolineare è la gravità di un documento che ingenera l’errata e ingannevole convinzione di poter escludere o “addomesticare” le gare con premi e punteggi vari (per la professionalità, l’anzianità, la partecipazione a cooperative, ecc.). Questi criteri, come chiarito ampiamente dall’Antitrust e dalla giurisprudenza amministrativa, non possono che essere residuali e tali da non pregiudicare la par condicio dei concorrenti, pena un contenzioso certamente sfavorevole. Ecco perché abbiamo da sempre valutato una tragica illusione confidare esclusivamente nei molteplici “premi in sede di gara”, da considerare invece solo aggiuntivi ma non sostitutivi della richiesta, irrinunciabile, di una durata di almeno trent’anni per le concessioni esistenti quale misura compensativa di tipo normativo a tutela del legittimo affidamento». Dichiarazione di Maurizio Rustignoli e Simone Battistoni (presidenti di Fiba-Confesercenti e Sib-Confcommercio Emilia-Romagna) «Siamo assolutamente sbigottiti per l’intervento del sindaco di Rimini Andrea Gnassi, per di più delegato Anci al turismo e demanio marittimo, in audizione alla Camera sulla legge-delega di riforma delle concessioni balneari. È grave e non accettabile che il sindaco di Rimini, a quanto ci risulta addirittura senza un preliminare lavoro di condivisione di una posizione con tutti i sindaci, intervenga a nome dell’Anci e fornisca dichiarazioni intempestive, dannose per la categoria e inopportune in una fase delicata come quella attuale dove, finalmente, il governo nazionale e il parlamento si apprestano a condurre in porto la normativa di riordino del nostro settore». «A nessuno servono queste e altre simili fughe in avanti, a tempo debito il ruolo dei Comuni avrà la propria valorizzazione; in questo frangente bisogna lasciare il tempo alle parti in causa di elaborare una normativa seria, che recepisca i principi previsti dallo schema di decreto legge. Nell’ambito di un confronto ponderato e responsabile, il contributo delle nostre associazioni di categoria, così come quello delle Regioni, appare particolarmente prezioso proprio perché è il frutto di una condivisione a monte degli obiettivi da raggiungere. Da questo punto di vista ci rassicurano le dichiarazioni del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, di grande cautela e buonsenso, che confermano, una volta di più, come alla nostra regione stia a cuore la tutela degli attuali concessionari balneari». «Riteniamo opportuno un intervento dell’Anci che corregga quanto presentato da Gnassi e ristabilisca, in tempi brevi, il rispetto di ruoli e della rappresentatività delle posizioni di tutti gli amministratori locali, precisando che le normative nazionali non possono essere disattese dal sindaco di turno che in maniera estemporanea pensi di risolvere una materia così complessa a colpi di bandi anticipati».

1 Comment
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    aprile 22, 2017 at 8:33 am

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